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 La parola del mese

In questa sezione puoi trovare l’archivio delle parole trattate nei mesi precedenti.

 

Marzo 2013

Candidato

Il termine candidato è una derivazione dotta dal latino candidatu(m), letteralmente “vestito di bianco”, collegato a sua volta all’aggettivo candidus “bianco, splendente”. Nell’uso dell’antica Roma infatti chi aspirava a ricoprire una carica pubblica doveva deporre i propri indumenti sostituendoli con una toga bianca (candida) con cui si mostrava pubblicamente a simboleggiare la purezza e la trasparenza che dovevano caratterizzare l’uomo pubblico. Oggi in italiano la parola indica tanto colui che si accinge a sostenere una prova d’esame o un concorso, quanto colui che ambisce a un incarico politico-amministrativo o accademico. La parola deriva dalla radice indoeuropea kand-/kend- “brillare” che è alla base di termini come candore ma anche candela, incendio e incandescente. Il termine ha riscontro in moltissime lingue moderne, come nel francese e nel rumeno candidat, nell’inglese candidate, nello spagnolo e nel portoghese candidato, nel tedesco Kandidat e nel polacco kandydat.

 

Dicembre 2012

Cursore

Il termine cursore, imparentato con la radice del verbo latino curro, –ĕre, originariamente esprime il concetto di un oggetto in rapido movimento. Il cursor, –ōris (m.) nella civiltà romana era il «corriere», il «messaggero», ma anche il «battistrada», ossia il capofila di un corteo addetto a guidarne la direzione. In questa sua ultima accezione, la parola è divenuta oggi di uso comune per riferirsi: in elettronica, al segno visivo (lineare o quadrato) che permette di individuare sullo schermo il punto in cui comparirà il testo digitato da tastiera; in informatica, al simbolo (detto “puntatore”) che indica la posizione del mouse in una interfaccia grafica.

 

 

Novembre 2011

Scuola

Il termine scuola, attraverso il latino schola, –ae, risale al greco σχολή (imparentato con la radice indoeuropea *segh– da cui deriva il verbo ἔχω, «intrattenersi») e indica propriamente il «tempo libero (da occupazioni lavorative)» da dedicare al riposo o allo studio. Le prime scuole nacquero nel V secolo a.C. ad Atene, dove i sofisti – veri e propri professori itineranti – impartivano lezioni a pagamento di retorica, filosofia e scienza ai giovani agiati, che apprendevano gli strumenti necessari a partecipare con successo alla vita pubblica. Altri centri di alta formazione, ancora a carattere privato, furono nel IV secolo a.C. l’Accademia platonica e il Liceo fondato da Aristotele, ma solo in età ellenistica la scuola cominciò ad affermarsi come istituzione pubblica: a questo periodo (III secolo a.C.) risale la nascita delle scuole di Alessandria, Atene, Pergamo, Rodi, Cos ed Efeso. L’incontro tra la cultura greca e quella romana diede impulso, anche in ambito latino, allo sviluppo di scholae pubbliche che, tra la fine del periodo repubblicano e l’inizio dell’età imperiale, canonizzarono il piano degli studi valido ancora oggi nei moderni Licei classici: grammatica e letteratura delle lingue classiche, filosofia, storia, geografia, scienze naturali e matematiche.

 

Giugno 2011

Sponsor

La parola sponsor, –ōris (m.) è spesso considerata, a torto, un prestito dalla lingua inglese; in realtà è un vocabolo latino e deriva dal verbo spondeo, –ēre, «dare garanzie», «promettere», la cui radice è imparentata con il greco σπένδω, «stringere un accordo (sancito da un’offerta)». Nella cultura romana, lo sponsor era il «garante» di un affare finanziario o il «padrino» di un contratto matrimoniale, ossia chi si impegnava a coprire una spesa in favore e per conto di altri. Per estensione, la parola è divenuta oggi di uso comune per indicare chi sostiene economicamente, spesso a scopo promozionale, l’attività di uno sportivo o di un artista, oppure si offre di patrocinare una manifestazione pubblica per ottenere visibilità.

 

Maggio 2011

Digitale

Nella sua prima accezione, digitale indica tutto ciò che è relativo alle dita – es.: impronte digitali – e deve il suo significato alla parola latina digĭtus, «dito», che corrisponde al greco δάκτυλος (da cui dattilografia, ossia «scrittura con le dita»). Il valore attuale del termine, divenuto oggi di uso comune per riferirsi a qualsiasi sistema o apparecchio elettronico, passa attraverso l’inglese digit, «numero, cifra», ancora riconducibile al latino digĭtus, nel senso di «dito (come strumento per contare)». La radice si ripresenta invariata nella maggior parte delle lingue europee moderne nella forma digital, comune a inglese, francese, spagnolo e tedesco.