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 Imparare dalle prove INVALSI

Se le prove INVALSI sono ormai una realtà sostanzialmente accettata nelle scuole, sembra opportuno concentrare la nostra attenzione sull’analisi dei risultati – a partire dalle difficoltà incontrate dagli alunni – e sugli interventi didattici più appropriati per ricavarne spunti e suggerimenti utili.
 
 
  • Quale didattica dell’italiano veicolano le prove INVALSI?
    Considerare i limiti delle prove INVALSI – la padronanza linguistica è molto più ampia di quel che esse misurano – aiuta a metterne a fuoco il valore e i possibili frutti. È importante non perdere mai di vista la natura delle prove e il loro contenuto. La loro finalità – basata su una precisa definizione di Reading literacyè quella di accertare la capacità di comprensione del testo e le conoscenze di base della struttura della lingua italiana. Dietro, c’è una didattica che mette in primo piano la capacità di cercare informazioni, di formulare ipotesi, di lavorare sui testi per elaborarne la comprensione globale e l’interpretazione. Quali indicazioni possiamo dunque ricavare dalle prove INVALSI per migliorare la competenza di lettura e le conoscenze lessicali e grammaticali?

 

  • L’analisi dei risultati in primo piano
    I risultati nazionali, articolati domanda per domanda con riferimenti a livello regionale e nazionale, sono disponibili qui e qui. Il confronto con quelli ottenuti dagli alunni all’interno della propria scuola non serve naturalmente a fare la classifica dei più bravi ma a:

     

    - analizzare bene le risposte per individuare le criticità
    -
    progettare interventi mirati su aspetti e prassi didattiche specifiche
    -
    condividere buone pratiche, per la costruzione del curricolo.

 
  • Quali sono gli “oggetti linguistici” e le competenze testuali valutate dalle prove?

    L’esame delle prove INVALSI del 2009 e del 2010 (quelle “diagnostiche” per la classe I e la prova nazionale per la classe III) evidenzia argomenti e richieste a più alta frequenza, che è utile tenere presenti.

    - Le prove mirano ad accertare le competenze grammaticali (vd. esercizio C9 della prova 2010 per la classe I) ma anche le conoscenze (vd. esercizio C3 della prova nazionale 2010).

    - È utile anche prendere nota delle tipologie di quesiti lessicali più frequenti: il significato di un vocabolo nel contesto, le relazioni tra vocaboli (vd. esercizio A6 della prova 2010 per la classe I), l’uso figurato del lessico.

    - Per le competenza di lettura, appare particolarmente rilevante individuare il tema del testo, il significato complessivo, l’intenzione comunicativa dell’autore, il genere letterario a cui appartiene (vd. esercizio A19  della prova 2010 per la classe I o esercizio A20 della prova nazionale 2010).

 
  • Quali sono le maggiori difficoltà incontrate dagli alunni?

    Quali indicazioni emergono dai risultati nazionali del 2010, anche rispetto agli anni precedenti?
    Nella prova nazionale del 2010, le maggiori difficoltà hanno riguardato il testo espositivo (60,1% di risposte corrette) e i quesiti grammaticali (50.5% di risposte corrette).
    Dall’analisi dei risultati nazionali, emerge che gli alunni incontrano le maggiori difficoltà a:

    - riconoscere le funzioni specifiche dei connettivi
    - comprendere l’organizzazione logico sintattica
    - individuare i nessi e le informazioni implicite
    - formulare inferenze
    - cogliere il significato globale del testo, il genere letterario e l’intenzione comunicativa dell’autore

    - individuare il significato figurato delle parole
    - rispondere ai quesiti grammaticali formulati in maniera diversa dal manuale.

    È particolarmente interessante confrontare i risultati nazionali con quelli della propria scuola e classe, soprattutto a livello di singoli item. C’è corrispondenza riguardo alle difficoltà incontrate? O emergono indicazioni differenti, che possono dipendere da scelte metodologiche e prassi didattiche specifiche della singola scuola? Cercare una risposta serve a fare una diagnosi e a definire una terapia di intervento nella didattica, in modo che le prove INVALSI possano essere intese come una risorsa.

 
  • Alcune prime indicazioni metodologiche e didattiche

    Nel prossimo articolo, ci soffermeremo sull’analisi puntuale di alcuni tra i quesiti che sono risultati “più difficili” nelle prove INVALSI del 2010.
    Possiamo però sin d’ora ipotizzare alcune indicazioni di lavoro, sulle quali riflettere, confrontarsi, condividere esperienze concrete.

    - L’allenamento costante a una lettura non superficiale dei testi.
    -
    L’utilità di proporre varie “strategie” di lettura ed esercitazioni basate su “compiti” differenti e variati.
    -
    L’importanza di far lavorare gli alunni non solo su testi narrativi e letterari, ma anche su quelli espositivi e divulgativi.
    -
    Nell’apprendimento della grammatica, puntare sugli argomenti essenziali.
    -
    Sfruttare tutte le opportunità di sviluppare il bagaglio lessicale degli alunni, con esercitazioni motivanti e diversificate.
    -
    Porre particolare attenzione ai connettivi e alla competenza sintattico testuale.
    -
    Non sottoporre gli alunni a “troppe” simulazioni e verifiche.

    I libri di testo Zanichelli e le risorse messe a disposizione sul sito forniscono in proposito utili supporti.
    Nella nostra antologia Il Rifugio Segreto, segnaliamo in particolare, oltre alle esercitazioni specifiche di preparazione alla prova INVALSI, le attività sulle “Competenze di lettura” (Strumenti 1) e la lettura approfondita (Strumenti 3), gli esercizi di lessico che corredano ogni brano, la rubrica “Più difficile”, che allena all’interpretazione e alla valutazione dei testi antologizzati.

    Un bell’articolo sulle prove INVALSI di Italiano di Daniela Bertocchi potete leggerlo sul sito INVALSI e scaricarlo qui.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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