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 Prove INVALSI: la valutazione degli apprendimenti per migliorare la didattica

Il recente cambio di inquilino a viale Trastevere - con l’insediamento di  Francesco Profumo (ex rettore del Politecnico di Torino e presidente del CNR) al vertice del MIUR - non ha sinora portato grandi rivolgimenti nelle politiche scolastiche, ma ha dato alcuni segnali. Oltre al rilancio dell’autonomia delle scuole e agli annunciati programmi di innovazione digitale, emerge chiaramente l’intenzione di potenziare il sistema di valutazione nazionale, come espressamente evidenziato nel recente Decreto Legge 9 febbraio 2012, noto come «Decreto Semplificazione» (art.51).
 
L’INVALSI e la cultura della valutazione ne escono rafforzate
In merito alle prove INVALSI, viene specificato che «le istituzioni scolastiche partecipano come attività ordinaria di istituto alle rilevazioni nazionali degli apprendimento degli studenti». Nei confronti delle rilevazioni nazionali continuano a levarsi voci critiche e resistenze di principio, ma sembra guadagnare terreno la necessità di costruire un sistema di valutazione nazionale, su basi nuove e condivise.
Per chi è interessato ad approfondire l’argomento, suggeriamo la lettura del recente Rapporto sulla scuola italiana 2011, realizzato dalla Fondazione Agnelli (Editori Laterza 2012), interamente dedicato alla "scuola media", vista come "l’anello debole" della scuola italiana, proprio a partire dalle indagini internazionali. Collocandolo nell’orizzonte più ampio del dibattuto in corso, il lavoro di analisi dei risultati delle prove INVALSI e di preparazione alle prossime rilevazioni nazionali appare sicuramente più significativo e utile.
 
Come utilizzare la misurazione degli apprendimenti degli alunni in ogni singola scuola?
I primi mesi del secondo quadrimestre sono il momento ideale per analizzare proficuamente i risultati dei propri alunni, sia a livello di scuola che delle singole classi.

Sull’importanza di partire dalle misurazioni degli apprendimenti degli allievi per il miglioramento dell’azione della propria scuola ha insistito con forza Piero Cipollone, presidente dell’INVALSI, sono a pochi mesi fa:

«La misurazione degli apprendimenti degli alunni, effettuata sulla base di un metro oggettivo e comparabile, è innanzitutto lo strumento che consente alle scuole e agli studenti di posizionarsi e di confrontarsi con i propri pari. Come tale essa dovrebbe innescare meccanismi di emulazione atti a innalzare la qualità complessiva del servizio di istruzione; metaforicamente la valutazione .»  
(P. CIPOLLONE – P. SESTITO, Il capitale umano, Il Mulino Bologna 2010)
 
La "lettura" dei risultati di apprendimento degli alunni della singola classe è quindi una fase molto importante, che può essere ottimizzata inserendo in una tavola sinottica le risposte corrette e le risposte errate di ogni singolo allievo della classe, in un foglio excel. Ciò facilita:
 
- la possibilità di individuare aree forti e aree deboli della classe;
- la possibilità di leggere i risultati del singolo alunno.
 
La prova di Italiano nella classe I: le difficoltà maggiori
A livello nazionale, risulta che gli allievi hanno incontrato maggiori difficoltà nella comprensione del testo espositivo-argomentativo. Nei quesiti di grammatica le maggiori difficoltà emergono nell’individuare il soggetto di una frase e i tempi verbali.
La correzione delle prove - anche di quelle di "allenamento" - degli alunni delle propria classe permette di fare un’analisi concreta a livello di scuola e di singola classe, per ricavarne indicazioni attendibili sui punti di debolezza e ipotizzare interventi mirati nella programmazione didattica.
 
Le competenze di lettura alla moviola
Le prove INVALSI sono costruite in base al Quadro di Riferimento di Italiano e indagano 4 processi:
 
1. ricavare informazioni esplicite, anche se rielaborate in forma parafrastica;
2. fare inferenze dirette ricavando informazioni implicite e/o tratte dall’enciclopedia personale del lettore;
3. interpretare un testo integrando informazioni e concetti;
4. analizzare elementi testuali.
 
Quali indicazioni concrete per la propria scuola e la propria classe emergono dalla correzione e l’analisi degli errori sulle competenze di lettura?
 
Per individuare e realizzare gli opportuni interventi per migliorare la didattica sulle competenze di lettura è opportuno avvalersi di tutte le esperienze presenti nella propria scuola in tema di valutazione. Uno strumento utile per orientarsi in tale non facile campo è il volume Valutare per gestire la scuola a cura di Jaap Scheerens, Silvana Mosca, Raimondo Bolletta (Bruno Mondadori, Milano 2011), in particolare i capitoli 10, 11 e 14 che a partire dall’esperienza di rete di scuole AVIMES (AutoValutazione di Istituto per il Miglioramento dell’Efficacia della Scuola), suggeriscono modalità concrete per porre il testo al centro dell’insegnamento della lingua, ragionando sui risultati di singoli "item" delle prove INVALSI.
 
Per intervenire sull’insegnamento della grammatica
La "relazione tecnica" sulle Prove INVALSI 2011 individua come punti critici l’errato uso della punteggiatura e dei tempi verbali.
 
- Fino a che punto tali difficoltà corrispondono a quelle rilevate nelle singole classi?
- Quali altri elementi emergono riguardo agli ‘errori’ grammaticali?
 
Su tale base, sarà possibile proporre in classe, nelle prossime settimane attività grammaticali mirate, rinfrescando le conoscenze. È sempre opportuno privilegiare la qualità degli apprendimenti rispetto alla quantità, senza insistere troppo sulla memorizzazione della terminologia grammaticale che non crea competenze né porta a conoscenze stabili. Gli alunni potranno essere guidati a osservare e riflettere sui fatti linguistici a partire da contesti e situazioni diverse. Anche la varietà dei testi su cui lavorare - testi narrativi di genere diverso e testi espositivo-argomentativi - sarà d’aiuto per la preparazione alle prossime Prove nazionali e soprattutto per un apprendimento più sicuro ed efficace.
 
Apprezziamo molto i vostri eventuali commenti.
In particolare, sarebbe interessante confrontare le esperienze in merito alla misurazione dei risultati e alla correzione degli errori e i suggerimenti che ne avete ricavato per intervenire sul miglioramento della didattica.
Grazie e buon lavoro a tutti!
 
 
 
 

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