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 Prove differenziate per studenti disabili

Come appare dal mio profilo pubblicato sul sito Zanichelli, da alcuni anni sono presidente di una Associazione onlus di volontariato denominata Associazione élève. Nostro scopo principale è quello di aiutare la scuola che deve gestire DISABILI INTELLETTIVI.
 

Nei giorni scorsi una collega di matematica mi ha interpellato chiedendo aiuto per formulare la PROVA INVALSI (di matematica) di una allieva disabile intellettiva grave (livello cognitivo paragonabile ad un allievo tipico di quattro o cinque anni, conoscenza dei numeri entro il 20, conoscenza delle lettere stampate maiuscole, enorme difficoltà nello scrivere frasi o parole). Questa allieva deve uscire dalla terza secondaria di primo grado. Si sta preparando il suo ingresso al liceo artistico.
 
La normativa ufficiale di riferimento per questo problema è il Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 122, ( Regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni …).
Nell’articolo 9 di tale decreto si invita espressamente a predisporre, per gli allievi
 
« con disabilità certificata nelle forme e con le modalità previste dalle disposizioni in vigore  … prove di esame differenziate, comprensive della prova a carattere nazionale… Le prove sono adattate, ove necessario in relazione al piano educativo individualizzato, a cura dei docenti componenti la commissione.
Le prove differenziate hanno valore equivalente a quelle ordinarie ai fini del superamento dell’esame e del conseguimento del diploma di licenza. … Sui diplomi di licenza è riportato il voto finale in decimi, senza menzione delle modalità di svolgimento e di differenziazione delle prove… »
 
Mi è risultato particolarmente difficile dare consigli alla collega. Poiché la ragazza  è stata addestrata ad intendere un linguaggio di tipo visivo, ho consigliato alcune schede di lavoro come le tre in allegato, dove praticamente manca ogni tipo di consegna. Questi esercizi dovrebbero verificare le competenze di:
 
- «mettere in relazione» (scarica la prova corrispondente)
- «mettere in ordine» (scarica la prova corrispondente)
-  sapere lavorare un po’ con gli insiemi (scarica la prova corrispondente).
 
Qualcuno ha delle competenze più approfondite in questo campo?
 
Pur restando fermo il fatto che ogni prova INVALSI deve ovviamente essere «cucita addosso» al singolo disabile intellettivo, si può organizzare uno scambio di materiali costruiti ad hoc? 
 
Forse si riuscirebbe meglio a costruire prove sensate, tenendo anche conto del fatto che, durante lo svolgimento di queste prove, l’insegnante di sostegno non dovrebbe essere presente.

5 commenti per “Prove differenziate per studenti disabili”

  1. concetta scrive:

    Sono un docente di sostegno scuola media. Per 3 anni ho seguito 2 alunni con grave dsa. Se non fossi stata presente durante tutte le prove, tutte appositamente strutturate e calibrate sulle loro effettive potenzialità, gli alunni non avrebbero affrontato con la stessa serenità le medesime prove perché in quest’occasione sarebbe mancato il mediatore, la figura di riferiemento che li ha instradati durante questo faticoso percorso. Grazie dell’attenzione

  2. emanuela pinna scrive:

    sarebbe più corretto dire “un ragazzo con disabilità intellettiva” oppure al plurale “dei ragazzi con disabilità intellettiva” (anziché un disabile intellettivo o dei disabili intellettivi), poiché ogni persona ha infiniti attributi.
    :-)

  3. Anna Maria Arpinati scrive:

    Un grazie a Concetta e a Emanuela per i loro chiarimenti. Visto che sono sicuramente persone di comprovata esperienza, potrebbero condividere con noi le prove Invalsi ” strutturate e calibrate” sulle effettive potenzialità dei loro allievi.

    Sulle potenzialità di questi allievi possono darci una breve sintesi.
    Non vorrei sbagliarmi, ma i DSA non rientrano nella disabilità intellettiva. Correggetimi, se dico una cosa errata.

    Grazie per l’attenzione

  4. Barbara B scrive:

    Sono una mamma disorientata e impotente.
    Mio figlio è in 3°media, è stato classificato EES il che significa che non ha un disturbo Specifico dell’apprendimento ma tanti piccole disabilità che rendono difficile l’apprendimento. Non ha un insegnante di sostegno ma è seguito da un insegnante di un altro ragazzo della sua classe (grave DSA). Questo ha permesso alle sue insegnanti di “rilassarsi” e sono dovuta più volte intervenire chiedendo i compiti a casa perchè non gliene danno. Ora, a mia insaputa, non fa esercitazioni di prove invalsi con tutta la classe ma viene portato via con il suo compagno. Come posso aiutare mio figlio? Ho stampato qualche prova ma come lo aiuto dove c’è un errore?

    Grazie per lo spazio dedicato

  5. antonella scrive:

    Sono un’insegnante di scuola media e seguo Leo da solo un anno.
    Leo è un alunno D.S.A, può usare la cognitività, il suo non è un problema di intelligenza o di generalizzazione ma è un problema di transcodifica.I D.S.A non hanno una disabilità ma hanno un modo diverso di apprendere spesso sorprendente.

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