, , ,

 About CLIL

1. WHAT?

CHE COS’È IL METODO CLIL?

Il metodo CLIL…

  • promuove contemporaneamente lo sviluppo di competenze disciplinari e linguistiche
    È impostato quindi su obiettivi di apprendimento sia per la lingua sia per la disciplina.

    Esempio:

    Fisica – I principi della dinamica
    Obiettivi disciplinari Obiettivi linguistici
    • Enunciare e spiegare le tre leggi del moto
    • Comprendere le forze e i loro effetti
    • Interpretare alcuni fenomeni alla luce dei principi della dinamica
    • Risolvere problemi sui principi della dinamica
    • Riconoscere e apprendere il lessico specifico
    • Scrivere ed esprimere oralmente definizioni, formule, leggi, ipotesi
    • Sapere usare il present simple (per esprimere general truth) e il past simple (narrative past), i verbi modali (per esprimere deduzione/impossibilità) i connettivi (per esprimere la causa/la conseguenza)
    • Cogliere i concetti chiave di un testo
  • è learner-centred: prevede un apprendimento attivo e collaborativo
    • La lezione frontale cede il posto a un insegnamento task-based che richiede allo studente maggiore interazione e manipolazione dei contenuti, quindi una partecipazione attiva.
    • Allo stesso tempo, uno stile di insegnamento meno espositivo permette un’organizzazione collaborativa della classe: gli studenti interagiscono tra loro in gruppo o in coppia incrementando la produzione orale e l’autonomia (ad esempio, mediante attività di pair-check in cui gli studenti devono confrontare e controllare a vicenda i propri elaborati).
  • prevede l’uso delle tecnologie informatiche e di materiali multimediali
    • Le tecnologie favoriscono in modo naturale l’apprendimento attivo e collaborativo. Ad esempio, l’uso di Internet per un’attività di ricerca consente di rielaborare l’informazione e trasformarla in nuova conoscenza.
    • L’utilizzo di materiali multimediali (audio, video, animazioni) aumenta l’esposizione alla lingua straniera, agevola la comprensione delle informazioni attraverso la visualizzazione e attiva stili di apprendimento solitamente trascurati dalla didattica tradizionale.
  • prevede l’uso di strategie per sostenere l’apprendimento (scaffolding)
    Lo studente va sostenuto nell’apprendimento attraverso strategie basate sulla modalità scaffolding (impalcatura), i cui pezzi vengono tolti a mano a mano che lo studente diventa più autonomo. La metafora dell’impalcatura richiama infatti una struttura necessaria alla costruzione di un’altra, fino a quando quest’ultima non sia capace di auto-sostenersi. Lo scopo non è quindi trasferire conoscenze, ma fornire gli strumenti per rendere lo studente autonomo.
    In particolare, lo scaffolding nel CLIL si manifesta sotto forma di:

    • strategie di supporto verbali (parafrasi, riformulazione, esemplificazioni, ripetizione, ecc.)
    • strategie didattiche (attività di pre-listening, while-listening, ecc.)
    • momenti di focalizzazione sulla lingua (glossari, mappe lessicali, individuazione delle funzioni comunicative per esprimere i concetti della disciplina, ad esempio i rapporti di causa-effetto)
    • strategie di supporto non verbali (suddivisione del testo in paragrafi, uso di neretti per evidenziare il lessico chiave, diagrammi, mappe concettuali, grafici, linee del tempo, ecc.)
  • presenta attività importate dalla lezione in lingua straniera (oltre a quelle della disciplina)
    Le attività devono essere graduate e guidare prima alla comprensione (attività pre-, durante, post- lettura/ascolto) e poi alla produzione in lingua straniera.

    Alcuni esempi:

    • ricavare lessico chiave o definizioni dal testo
    • completare testi, grafici, mappe, cronologie
    • etichettare (paragrafi, immagini, ecc.)
    • individuare errori
    • riordinare informazioni nella giusta sequenza
    • elaborare domande a risposte date
    • abbinare testi-immagini/concetti-definizioni/titoli-paragrafi
    • leggere/ascoltare e prendere appunti
    • attività di information gap da svolgere in gruppo/coppia
    • giochi di ruolo
    • problem solving
    • proposte di dibattito e riflessioni, personali e in gruppo
    • web quest per approfondire

2. WHY?

PERCHÉ FARE CLIL?

Numerose ricerche in ambito didattico dimostrano i vantaggi del CLIL, evidenziando in primo luogo il potenziamento dell’apprendimento sia dei contenuti disciplinari, sia della lingua straniera. Infatti diversificare le pratiche in classe, come richiesto dal CLIL, consente di sviluppare strategie e stili di apprendimento spesso non attivati nella lezione tradizionale, e di offrire quindi maggiori possibilità di apprendimento.

Una relazione della Commissione Europea pubblicata nel 2014 sui metodi innovativi scientificamente provati per sveltire l'apprendimento delle lingue fornisce un elenco dei vantaggi che derivano dall’introduzione del CLIL.

Il CLIL:

  • sviluppa abilità di comunicazione interculturale
  • sviluppa una mentalità multilinguistica
  • dà opportunità concrete per studiare i contenuti disciplinari da diverse prospettive
  • migliora le competenze linguistiche e le abilità di comunicazione orale nella lingua straniera
  • consente allo studente un maggior contatto con la lingua obiettivo
  • aumenta la motivazione dei discenti e la fiducia in sè sia nella lingua sia nella disciplina.

3. WHERE? WHEN?

QUALI TIPI DI SCUOLE DEVONO AVVIARE IL CLIL? QUANDO?

La riforma della Scuola Secondaria di Secondo Grado (D.P.R. 15 marzo 2010, nn. 87-89) prevede che:

  • a partire dall’anno scolastico 2012-2013, nei Licei linguistici si insegni una disciplina non linguistica in una lingua straniera dal terzo anno e si proceda con una seconda disciplina in una seconda lingua straniera dal quarto anno
  • a partire dall’anno scolastico 2014-2015, in tutti i Licei, al quinto anno, si insegni una disciplina non linguistica in (qualsiasi) lingua straniera
  • a partire dall’anno scolastico 2014-2015, negli Istituti tecnici, al quinto anno si insegni una disciplina non linguistica in inglese compresa nell'area di indirizzo.

4. WHO?

CHI È IL DOCENTE CLIL?

L’insegnamento CLIL compete al docente della disciplina non linguistica.

Per il personale docente già in servizio presso le scuole, il Ministero ha avviato un’azione di formazione che prevede:

  • un corso di perfezionamento per l’acquisizione delle competenze relative alla metodologia CLIL
  • corsi per l’acquisizione delle competenze linguistiche fino al raggiungimento del livello C1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento.

Corsi metodologici
Ai corsi possono accedere i docenti in possesso, in alternativa, di:
a) certificazioni nella lingua straniera almeno di livello C1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue), rilasciate da Enti Certificatori riconosciuti;
b) certificazioni nella lingua straniera di livello B2 del QCER, iscritti e frequentanti un corso di formazione per conseguire il livello C1.

Corsi per le competenze linguistico comunicative
Per consentire ai docenti privi della competenza linguistica C1 di essere inseriti progressivamente nei corsi di metodologia, il Ministero ha avviato anche un percorso di formazione linguistica.
Il percorso ha una durata di 4 anni per i docenti in possesso della competenza linguistico- comunicativa di livello B1, e di 2 anni per i docenti in possesso della competenza linguistico- comunicativa di livello B2, ma considera anche corsi ridotti per le competenze intermedie, B1.1 e B2.1. I corsi sono organizzati nei centri linguistici di Ateneo in modalità blended (da svolgersi in parte in presenza, in parte tramite una piattaforma e-learning).

Profilo del docente CLIL
Al termine del percorso formativo, il docente avrà raggiunto le seguenti competenze:

AMBITO LINGUISTICO

  • Ha una competenza a livello C1 nella lingua straniera.
  • Padroneggia la microlingua e sa gestire concetti disciplinari in lingua straniera.

AMBITO DISCIPLINARE

  • È in grado di trasporre in chiave didattica i saperi disciplinari integrando lingua e contenuti.

AMBITO METODOLOGICO-DIDATTICO

  • È in grado di progettare e realizzare autonomamente percorsi CLIL.
  • È in grado di reperire, adattare, creare materiali per organizzare la lezione CLIL, utilizzando anche le risorse tecnologiche e informatiche.
  • È in grado di elaborare e utilizzare sistemi e strumenti di valutazione condivisi e integrati, coerenti con la metodologia CLIL.

5. HOW?

COME AVVIARE IL CLIL?

La nota Miur 4969 del 25 luglio 2014 contiene le norme transitorie per l’avvio in ordinamento dell’insegnamento di discipline non linguistiche (DNL) in lingua straniera secondo la metodologia CLIL nei Licei e Istituti tecnici, per l’anno 2014-2015.

  • Si suggerisce l'attivazione del 50% del monte ore della disciplina veicolata in lingua straniera.
  • L'avvio graduale, attraverso moduli parziali, può essere sperimentato anche dai docenti con conoscenze linguistiche a livello B1, comunque impegnati nei percorsi di formazione per acquisire il livello B2.
  • Nei casi di totale assenza di docenti in possesso delle necessarie competenze linguistiche e metodologiche, si raccomanda lo sviluppo di progetti interdisciplinari in lingua straniera nell'ambito del Piano dell'Offerta Formativa, organizzati dai docenti di disciplina assieme al docente di lingua straniera. La valutazione rimane di competenza del docente di disciplina.

COME VIENE INTRODOTTO IL CLIL NELL’ESAME DI STATO?

La disciplina veicolata in lingua straniera costituirà oggetto d'esame nella terza prova scritta e nella prova orale.

  • Terza prova scritta: la scelta della tipologia e dei contenuti da parte della Commissione terrà conto della modalità con le quali l'insegnamento CLIL è stato attivato.
  • Prova orale: per la disciplina il cui insegnamento sia stato effettuato con la metodologia CLIL, il colloquio potrà accertare anche in lingua straniera le competenze disciplinari acquisite, qualora il relativo docente sia membro interno della Commissione di esame.

6. SITOGRAFIA