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 Terremoti: mappe e storie

Capire come si studiano i terremoti e quali sono le conoscenze necessarie a costruire mappe utili a descrivere l’entità del rischio sismico del nostro paese non è semplice. Ma seguire le spiegazioni create appositamente da alcuni ricercatori in video può essere di grande aiuto.

L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) è, a livello italiano, il centro di riferimento per lo studio, il monitoraggio e la ricerca sui terremoti.

Uno degli obiettivi di questa ricerca è la costruzione di mappe della pericolosità sismica che da un lato consente di valutare, in termini probabilistici, le zone e gli intervalli temporali di ritorno dei futuri terremoti e dall'altro serve a mettere in atto misure preventive e di corretta gestione del territorio per ridurre i danni associati ai terremoti.

L’INGV ha prodotto una video-presentazione, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, per spiegare come si fa ricerca e quali sono le basi scientifiche per la costruzione di mappe della pericolosità sismica. Ai dati storici, infatti, oggi si sommano strumenti più sofisticati di monitoraggio continuo del territorio. Altri due video, invece, ripercorrono la storia sismica del nostro paese.

Questi video, della durata di 5 minuti circa l’uno, possono essere facilmente utilizzati all'interno di una lezione introduttiva o di approfondimento sui fenomeni sismici in classe. Tutti i video INGV sono infatti pubblicati e quindi facilmente disponibili sul canale Youtube INGV.

Carlo Meletti, sismologo INGV, spiega la Pericolosità sismica del territorio – video 5’ 30’’

Franco Mele, sismologo INGV, spiega cos’è un terremoto, come avviene e quali sono le caratteristiche sismiche dell’Italia. Ripercorre poi la storia dei terremoti nel nostro paese, spiegando che l’Italia è uno dei paesi a più alto rischio sismico del mondo. La presentazione di Franco Mele è suddivisa, per una fruizione più semplice, in due parti:

La storia dei terremoti in Italia – parte I – video 5’ 20’’

La storia dei terremoti in Italia – parte II – video 5’ 07’’

 

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