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 Normativa – Norme tecniche

Al contrario delle vecchie norme, di tipo prescrizionale (sono precisate le regole da applicare), le NTC adottano definitivamente un approccio prestazionale: sono precisati gli obiettivi da raggiungere (gli stati limite), lasciando al progettista una ragionevole libertà di procedimento.
Si tratta di norme sicuramente più complesse, che obbligano – in generale – a utilizzare programmi di calcolo strutturale. Coerenti con gli indirizzi normativi comunitari e in particolare con gli Eurocodici,  stabiliscono i principi per il progetto, l’esecuzione e il collaudo delle costruzioni, nei riguardi delle prestazioni richieste in termini di resistenza meccanica, stabilità e durata; precisano le azioni che devono essere utilizzate nel progetto, specificano i livelli di sicurezza, definiscono le caratteristiche dei materiali e dei prodotti.

  • Il Capitolo 2 stabilisce i limiti di sicurezza della costruzione in relazione agli stati limite ultimi (SLU), agli stati limite di esercizio (SLE) e nei confronti di azioni eccezionali. Introduce i concetti di vita nominale di progetto, classi d’uso e vita di riferimento delle opere. Classifica le possibili azioni agenti sulle costruzioni, le diverse combinazioni delle stesse e le verifiche da eseguire.
  • Il Capitolo 3 codifica i modelli per la descrizione delle azioni agenti sulle strutture (pesi e carichi permanenti, sovraccarichi variabili, azione sismica, azioni del vento, della neve, della temperatura, azioni eccezionali).
  • Il Capitolo 4 tratta le costruzioni civili e industriali, in funzione del materiale utilizzato (calcestruzzo, acciaio, legno, muratura, altri materiali).
  • Il Capitolo 5 disciplina i criteri generali e le indicazioni tecniche per la progettazione e l’esecuzione dei ponti stradali e ferroviari. Per i ponti stradali, oltre alle principali caratteristiche geometriche, definisce le possibili azioni e i diversi schemi di carico; per i ponti ferroviari, particolare attenzione è posta sui carichi ed sui relativi effetti dinamici.
  • Il Capitolo 6, inerente alla progettazione geotecnica, introduce nel progetto la modellazione geologica e la modellazione geotecnica del sito.
  • Il Capitolo 7, fornisce indicazioni aggiuntive per la progettazione e costruzione di nuove opere soggette anche all’azione sismica. Uno specifico paragrafo riguarda esplicitamente i criteri generali di progettazione, modellazione e analisi (lineare e non lineare), anche in relazione all’ormai inevitabile impiego dei programmi automatici di calcolo. Fornisce inoltre le disposizioni per il calcolo e le verifiche delle diverse tipologie strutturali (in cemento armato, acciaio, miste acciaio-calcestruzzo, legno, muratura), dei ponti e delle opere geotecniche.
  • Il Capitolo 8 definisce i diversi tipi di intervento che possono interessare le costruzioni esistenti: – interventi di adeguamento, atti a conseguire i livelli di sicurezza previsti dalle norme stesse; – interventi di miglioramento, atti ad aumentare la sicurezza strutturale anche senza necessariamente raggiungere i livelli previsti dalle norme; – riparazioni o interventi locali, che interessano elementi isolati comportando comunque un miglioramento delle condizioni di sicurezza preesistenti.
  • Il Capitolo 9 riporta le prescrizioni generali relative al collaudo statico delle opere e le responsabilità del collaudatore.
  • Il Capitolo 10 tratta le regole generali per la redazione dei progetti strutturali e delle relazioni di calcolo. Uno specifico paragrafo prescrive i controlli da effettuare – da parte del progettista –  sull’affidabilità dei programmi di calcolo eventualmente utilizzati e sull’attendibilità dei risultati ottenuti.
  • Il Capitolo 11 stabilisce le regole di qualificazione, certificazione ed accettazione dei materiali e dei prodotti per uso strutturale, coerenti con le disposizioni comunitarie e con le procedure utilizzate dal Servizio Tecnico Centrale e dal Consiglio Superiore.
  • Il Capitolo 12 segnala alcuni dei più diffusi codici normativi tecnici, nazionali e internazionali, che possono essere utilizzati per integrare le norme in esame, quando non in contrasto con esse.

Le NTC pongono fine al cosiddetto doppio regime normativo, cioè alla possibilità di scegliere – in molti casi –  tra vecchia e nuova normativa.
In generale, essendo obbligatorio utilizzare il metodo semiprobabilistico agli stati limite, non è più contemplato il metodo di verifica alle tensioni, previsto dal DM 2005 per le strutture in acciaio e in cemento armato.