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CHE COSA FARÒ DA GRANDE?

  • La laurea “paga"?
  • Quali lauree valgono un lavoro?
  • E lo stipendio?
  • Le lauree brevi servono?
  • A Nord c'è più lavoro?

 

 

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Sei alla fine del tuo percorso scolastico. Che cosa fare adesso? Iscriversi a un corso universitario? Fare uno stage o un corso professionalizzante? Cercare di entrare subito nel mondo del lavoro? Studiare e al contempo lavorare? Per aiutarti nella scelta ti proponiamo alcuni dati relativi al 2009-2011.

LA LAUREA "PAGA"?

Una recente ricerca Isfol1 ha mostrato che chi è laureato ha più possibilità di trovare un’occupazione e in media riceve uno stipendio più alto rispetto a chi possiede soltanto un diploma. Dal momento che i diplomati entrano nel mondo del lavoro prima dei laureati, inizialmente il tasso di occupazione per i primi è superiore rispetto a quello dei secondi, ma già prima del compimento dei 30 anni chi possiede una laurea ha più possibilità di trovare lavoro, per arrivare nella fascia 34-44 anni, dove il tasso di occupazione dei laureati supera del 7% quello dei diplomati. In media tra 25 e 64 anni è occupato il 73,1% dei diplomati e il 79,2% dei laureati. Secondo uno studio OCSE del 2011 i giovani laureati subiscono di più gli effetti della recente crisi economica rispetto ai loro coetanei con istruzione secondaria inferiore2.

 
1 (Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori)
2 Rapporto OCSE Education at a Glance 2011

QUALI LAUREE VALGONO UN LAVORO?

Le lauree triennali si rivelano molto utili ai fini dell’occupazione: a un anno dal termine degli studi il 42,1% dei laureati triennali lavora, con picchi dell’81,7% per le professioni sanitarie. Tirocini e stages sono determinanti per formare e inserire questi laureati nel mondo del lavoro. E lo stipendio? Mediamente il divario retributivo tra chi possiede la laurea e chi ha solo un diploma è pari al 16% a inizio carriera, per poi aumentare progressivamente con l'anzianità di lavoro: il salario di un giovane di età compresa tra i 15 e i 24 anni diplomato è di 894 euro al mese, mentre un laureato guadagna in media 1042 euro mensili. A 25 anni lo stipendio sale a 1108 euro per chi ha solo il diploma superiore, a 1289 euro per chi è “dottore”, e così via.

 

E LO STIPENDIO?

Mediamente il divario retributivo tra chi possiede la laurea e chi ha solo un diploma è pari al 16% a inizio carriera, per poi aumentare progressivamente con l'anzianità di lavoro: il salario di un giovane di età compresa tra i 15 e i 24 anni diplomato è di 894 euro al mese, mentre un laureato guadagna in media 1042 euro mensili. A 25 anni lo stipendio sale a 1108 euro per chi ha solo il diploma superiore, a 1289 euro per chi è “dottore”, e così via.
 
 

LE LAUREE BREVI SERVONO?

 
Le lauree triennali si rivelano molto utili ai fini dell’occupazione: a un anno dal termine degli studi il 42,1% dei laureati triennali lavora, con picchi dell’81,7% per le professioni sanitarie. Tirocini e stages sono determinanti per formare e inserire questi laureati nel mondo del lavoro.
 

 

A NORD C'È PIÙ LAVORO?

A livello nazionale il tasso di disoccupazione è 7,8%, che sale a 27,4% se si considerano solo i giovani (15-24 anni): più alto al Sud (39,2%), meno al Centro (25,3%), più basso al Nord (19,0%).
La situazione per le ragazze è più critica: il tasso della disoccupazione femminile, nella fascia 15-24 anni, supera di circa 8 punti percentuali quello maschile (32,3% per le donne, 23,9% per gli uomini), forbice che si mantiene simile nelle diverse zone geografiche: al Nord il tasso è 22,7% per le donne e 16,4% per gli uomini; al Centro è 34,8% per le donne e 18,7% per gli uomini e a Sud è di 44,0% per le donne e 36,0% per gli uomini.
Tuttavia i dati della disoccupazione giovanile non devono scoraggiare chi cerca lavoro: se la disoccupazione giovanile è del 27,4%, vuol dire che una parte non piccola dei giovani che hanno cercato lavoro (il 72,6%) lo ha trovato3. Inoltre i dati variano molto da luogo a luogo e anche all’interno di una stessa regione può esservi una grande varietà di situazioni. L’Emilia-Romagna è tra le regioni in cui la disoccupazione giovanile incide meno, ma con grandi differenze tra le province: se Bologna nel 2010 raggiunge un tasso di disoccupazione di 29,2%, a Piacenza il valore è più che dimezzato (13,6%)4.
 
3 Dati ISTAT del II Trimestre 2011
4 Dati Confartigianato Imprese Emilia- Romagna, 2010

 

 

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