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 Edgar Degas: vita, opere, pratiche.

Si è aperta da qualche giorno a Torino la più grande mostra su Edgar Degas mai realizzata in Italia, in cui sono esposti ben ottanta dipinti in prestito dal Musée d’Orsay di Parigi (fino al 27 Gennaio 2013 alla Palazzina della Società Promotrice delle Belle Arti).
Un’occasione perfetta per dedicare un approfondimento, in lingua inglese, alle vita e alle opere di uno degli esponenti più noti dell’Impressionismo.

Scheda biografica e analisi delle opere

Degas would often invite ballet dancers to his studio in order to sketch, paint, and sculpt them as they stretched, practiced, and danced. Later in his career, he was allowed backstage to sketch rehearsals and performances.

Focalizzato soprattutto sul rapporto tra il pittore e uno dei suoi soggetti privilegiati, le ballerine, la scheda realizzata dal Metropolitan Museum di New York è rivolta agli insegnanti che preparano i propri studenti alla visita museale ma è utile anche per chi non può certo permettersi una gita oltreceano. Presenta una divisione in paragrafi tematici con domande e attività adatte a condurre un’analisi e una discussione di gruppo in classe. Alcune delle opere analizzate sono presenti anche nella mostra di Torino.

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Il contesto – temi e pratiche dell'Impressionismo

Impressionism may be defined according to a series of criteria that add up without constituting laws or dogmas.

Attingiamo direttamente al Musée d’Orsay per una scheda di approfondimento in lingua inglese su temi, soggetti e pratiche della corrente impressionista realizzata in occasione della mostra “In the times of the impressionist”: materiality of colour, realism, independence, open air, modern life sono alcuni dei temi trattati.
La scheda raccoglie anche una lista delle opere presentate nelle otto esposizioni impressioniste  e una breve bibliografia in lingua inglese e francese.

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Video – Edgar Degas e la figura umana in movimento

Lo scorso anno la Royal Academy of Arts a Londra ha presentato la mostra “Degas and the Ballet: picturing movement”. La co-curatrice Ann Dumas racconta l’ossessione del pittore per le ballerine ponendola in un’ottica di sperimentazione sulla figura umana in movimento. Ci ricorda quindi come l’artista si trovasse ad operare nel contesto di una Parigi di tardo Ottocento – tremendously exciting time in terms of technology – dove la fotografia non solo era ormai diffusa, anche nell'ambito della danza, ma era ormai oggetto di sperimentazioni. La cronofotografia di Étienne-Jules Marey, contemporaneamente a quella di Eadweard Muybridge, era dedicata soprattutto allo studio della figura umana in movimento e precorse l’invenzione del cinema.

nota: il video dura circa 5 minuti e non contiene trascrizione. 

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