Librerie
genomiche e di cDNA
Tagliando
un intero genoma con una nucleasi
di restrizione si genera un numero molto grande di
frammenti diversi.
Inserendo
ciascuno di questi frammenti all’interno di un vettore
di clonaggio si ottiene un numero altrettanto grande
di plasmidi ricombinanti e quindi di colonie diverse.
L’intera
collezione di plasmidi ricombinanti, all’interno delle cellule
batteriche, prende il nome di libreria genomica o libreria
di cDNA a seconda che i frammenti clonati siano derivati dal
DNA genomico di un organismo o dal DNA complementare
(cDNA) ottenuto tramite retrotrascrizione dell’RNA
messaggero.
C’è
una importante differenza tra una libreria genomica e una libreria
di cDNA: la prima contiene frammenti derivati da tutto
il genoma, che sono gli stessi indipendentemente dal tessuto o
dalle cellule da cui è derivato il DNA genomico di partenza.
Una
libreria di cDNA, al contrario, contiene soltanto quelle regioni
del genoma che sono trascritte in un RNA messaggero: differenti
tipi cellulari o tessuti producono diverse combinazioni di RNA
messaggeri, quindi si otterranno differenti librerie per ogni
tipo cellulare.
Inoltre
le librerie di cDNA contengono sequenze geniche non interrotte
da introni: questo aspetto
risulta particolarmente vantaggioso quando si vuole clonare DNA
di un organismo eucariote,
i cui geni normalmente contengono lunghe sequenze non codificanti,
che vengono eliminate dall’RNA messaggero tramite lo splicing.
Come
identificare la colonia che contiene il gene?
Proteine
ricombinanti
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