La descrizione oggettiva e soggettiva: Colazione in giardino di De Nittis

Tra i possibili temi per la prima prova degli esami, al terzo anno, potresti trovare anche un quadro da analizzare in modo oggettivo e soggettivo. Cosa devi fare in questo caso?
Per il primo tipo di analisi tieni a mente le tre S che trovi sul libro di storia dell’arte e cioè Soggetto, Stile e Significato. Dunque si tratta di descrivere la scena raffigurata (il soggetto), spiegare come è stata rappresentata, con quali colori, con quale tecnica, in che modo è realizzato lo spazio (lo stile), e indicare cosa voleva comunicare l’autore con quell’opera (il significato).
La descrizione oggettiva è basata, dunque, su elementi già presenti nell’opera, elementi conosciuti.
Il secondo tipo di analisi è invece una descrizione soggettiva (cioè personale). Stavolta devi raccontare le tue impressioni, le emozioni che provi davanti a quel dipinto, quello che immagini riguardo la scena rappresentata, quello che pensi che i personaggi si stiano dicendo.

È un esercizio che ti ho già proposto con la Donna al tramonto di Caspar David Friedrich. Oggi proviamo con un quadro molto diverso: “Colazione in giardino” (1883) del pittore Giuseppe De Nittis (1846-1884).

DESCRIZIONE OGGETTIVA

Il quadro, un olio su tela dipinto nel 1883 (81 x 117 cm), è uno degli ultimi realizzati da Giuseppe De Nittis. È conservato nella Pinacoteca De Nittis di Barletta, città natale dell’artista, e rappresenta una scena di vita quotidiana (la cosiddetta “scena di genere“): il momento in cui Léontine Gruvelle, la moglie del pittore, e il figlio undicenne Jacques fanno colazione nel giardino di casa, una villa nel quartiere Monceau, a Parigi. La sedia scostata in primo piano, della quale si scorge lo schienale, è quella dell’artista stesso che si è allontanato dal gruppo per poterlo dipingere.
La donna, vestita con grande eleganza, guarda il figlio mentre mescola il suo tè. Il bambino, probabilmente, sta porgendo del cibo agli animali che si avvicinano per prenderlo dalla sua mano.
Davanti a loro c’è una tavola imbandita con piatti, tazze per il tè, posate, tovaglioli, bicchieri, una bottiglia, un contenitore con una bevanda scura (forse succo d’arancia), una ciotola con le zollette di zucchero e un vaso di fiori. Sullo sfondo c’è un bel prato inondato di sole dove zampettano anatre e oche. Lungo il lato sinistro del quadro si intravede il bordo curvo di uno stagno, mentre sul lato opposto ci sono le fronde di un albero che ombreggiano i personaggi.

Lo stile del dipinto è impressionista, così come il soggetto, analogo alla “Colazione dei canottieri” di Pierre-Auguste Renoir [guardalo nel libro per un confronto]. De Nittis, d’altra parte, si era trasferito a Parigi fin dal 1867 e aveva partecipato alla prima esposizione degli Impressionisti del 1874. La composizione, dunque, ha il tipico taglio fotografico con una prospettiva dinamica, con il tavolo e la sedia tagliati dall’inquadratura e con il senso di immediatezza e spontaneità che sa dare la fotografia.
C’è una grande attenzione alla luce che brilla sugli oggetti lucidi del tavolo ed evidenzia con il controluce la testa del bambino. Guardando i dettagli con attenzione si può notare la pennellata rapida, senza contorni definiti, fatta per tocchi di colore sovrapposti direttamente sulla tela.
La scena, un esterno, è dipinta probabilmente en plein air, per poter cogliere dal vero luce e colori della natura.

Il senso del dipinto è la celebrazione dell’intimità domestica, della vita familiare piena di armonia e di affetto. Una vita immersa nel verde, lontano dai rumori e dalla fretta del centro città.

DESCRIZIONE SOGGETTIVA

Questo quadro mi piace molto, è raffinato e tenero allo stesso tempo.
La madre, una donna di quarant’anni, è una bellissima signora dal tipico profilo francese con il naso in su, e immagino che il piccolo sia un bambino vivace ma ubbidiente. Forse vorrebbe andare a giocare con le papere e invece se ne sta seduto al tavolo a continuare la sua colazione. Magari, quando avrà finito, la mamma gli darà il permesso per rincorrere gli animali sul prato e stendersi a prendere il sole.

Sarà primavera? Penso di sì, altrimenti a Parigi ci sarebbe troppo freddo per stare in giardino di mattina. Forse potrebbe essere anche estate. Una bella mattina di luglio, piena di sole ma senza il caldo soffocante delle città italiane.
Senz’altro sono benestanti. Non penso che una qualsiasi famiglia francese poteva permettersi una colazione così raffinata. E probabilmente avranno anche una cameriera: non riesco a immaginare che la signora De Nittis, così ben vestita, faccia avanti e indietro dalla cucina per apparecchiare la colazione. D’altra parte in quegli anni De Nittis era già un pittore molto affermato, dunque la sua famiglia poteva vivere in maniera agiata.
Naturalmente doveva esserci anche un giardiniere: tenere un prato ben tosato e pulito, con tutti quegli animali in giro, non era una cosa di cui poteva occuparsi il pittore.

Certo, è una scena d’altri tempi. Non solo perché è piuttosto raro avere a disposizione questi spazi, ma perché non ci concediamo più il tempo per assaporare i momenti familiari e farne dei piccoli capolavori, come ci racconta questo splendido quadro.

***

Come vedi, nel primo testo, quello con l’analisi oggettiva, non ci sono impressioni personali, giudizi sull’opera o interpretazioni sui personaggi e sulla loro vita. Questi sono tutti aspetti che si possono esprimere nell’analisi soggettiva dell’opera d’arte.
È importante imparare a distinguere le due letture. Anche perché questo esercizio vale pure per i testi letterari, sia in prosa che in versi.

Ti è piaciuto questo quadro? Vuoi vederne qualche dettaglio e saperne di più? Allora guarda questo video!

 

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